fbpx
00393478864509 lucarossicampus@gmail.com

BLACK MIRROR 

condizionatori, cellulari dei visitatori, video dei visitatori, Fondazione Prada (Venezia), Luca Rossi 2019. 

Dentro la Fondazione Prada di Venezia i visitatori sono invitati ad roteare e strisciare i propri cellulari sopra grandi condizionatori e registrare così alcuni video del loro interno. I grandi condizionatori neri, che accompagnano tutte le mostre ufficiali della Fondazione, sembrano grandi schermi neri inesorabilmente spenti. Momenti di pausa e decompressione rispetto un sovraccarico di informazioni di cui siamo tutti vittime e artefici, produttori e consumatori. Luca Rossi ci invita ad indagare cosa si nasconde oltre lo schermo diventato sempre di più fulcro della nostra quotidianità: in bilico tra mondo reale e mondo digitale. Ogni visitatore potrà così conservare questi video all’interno del proprio cellulare come parte integrante del progetto. 

Ognuno di noi per “esistere” è spinto, sempre di più, a diventare superficie del suo schermo mentre la verità dei fatti coincide sempre di più con il modo in cui essi sono comunicati. I video registrati dai visitatori presentano uno scenario distopico, dove il suo meccanismo interno risulta essere sempre lo stesso nonostante il cellulare possa essere mosso in modalità sempre diverse sopra i condizionatori.

 

BLACK MIRROR

air conditioners, visitors’ cell phones, visitors’ videos, Fondazione Prada (Venice), Luca Rossi 2019. 

Inside the Fondazione Prada in Venice, visitors are invited to twirl and swipe their cell phones over large air conditioners and thus record some videos of their interior. The big black conditioners, which accompany all the official exhibitions of the Foundation, look like big black screens inexorably turned off. Moments of pause and decompression with respect to an information overload of which we are all victims and creators, producers and consumers. Luca Rossi invites us to investigate what is hidden beyond the screen that has become more and more the fulcrum of our everyday life: poised between the real world and the digital world. Each visitor will be able to keep these videos on their cell phone as an integral part of the project.

Each of us, in order to “exist”, is pushed more and more to become the surface of his screen, while the truth of facts coincides more and more with the way they are communicated. The videos recorded by the visitors present a dystopian scenario, where its internal mechanism turns out to be always the same despite the fact that the cell phone can be moved in ever different ways over the air conditioners.